Teatri d'intervento

Chiazze Oleose conseguenza di normali attività umane
Gravi Sversamenti conseguenza di gravi incidenti
Rifiuti conseguenza di eventi atmosferici
Plastiche conseguenza di attività umane

Pulire significa svolgere una serie di attività ripetitive senza mai raggiungere il 100% del risultato.
Non esiste una bacchetta magica che in un lampo risolva tutto e il nostro progetto è stato guidato da questa consapevolezza
Non sono necessari progetti esasperati, complessi e costosi; soluzioni semplici possono dare risultati sorprendentemente efficaci


Referenze
ITOPF - Statistiche sull'inquinamento del mare.


 
 
   
 
   
 
 

Attività Umane di Routine


 
 
   
 
   
 
 

Inevitabilmente noi umani produciamo rifiuti che, se non ben gestiti, sporcano ed avvelenano il nostro pianeta.
Cirva l'80% dei rifiuti in mare proviene da impianti a terra (scarichi fognari, scarichi industriali e rifiuti diretti) mentre il 20% proviene da attività marittime come lo scarico illegale, il trasporto marittimo, il turismo e la pesca.

Gli inquinanti confluiscono nei canali e nelle fognature fino a raggiungere il mare che è la principale vittima della plastica e dei residui oleosi galleggianti.
La crescente sensibilità ambientale delle popolazioni ha dato origine a molte attività volte a rimuovere questi inquinamenti, tutte degne di lode in quanto conseguenza dell'amore per il nostro pianeta.
Le chiazze oleose provengono da scarichi civili, agricoli, industriali e portuali. La presenza di olii è una realtà anche in assenza di eventi disastrosi o lontano da essi.
I riflessi traslucidi facilmente osservabili lungo la costa, il lungomare, i canali, ecc. sono la conseguenza della deriva di sversamenti lontani, delle operazioni portuali ordinarie, delle manutenzioni, dei rifornimenti di carburante, di carichi e scarichi o del rilascio di rifiuti agricoli, industriali e civili.

L'introduzione di olii è dannosa per la flora e la fauna, contamina pesci, crostacei e bivalvi (cozze, vongole, ecc.) che entrano nella catena alimentare umana, sporca gli scafi e le infrastrutture delle barche, rovina la bellezza dei luoghi e produce cattivi odori che danneggiano la vita sociale, le attività turistiche e l'economia.

Chiazze argentee e arcobaleno su specchi d'acqua sottocosta.

Trieste
Un velo argenteo nel Bacino San Marco.

Lofoten
Anche la massima attenzione per l'ambiente non puà evitare inquinamenti.

Ramlet
Riflessi di olii sul mare.

Gela
Riflessi di plii in prossimità del porto.

Non ci sono mezzi dedicati per rimuovere le chiazze oleose, sempre molto sottili, tranne gli assorbenti e i disperdenti.
L'uso di assorbenti è lungo e laborioso, richiede numerosi collaboratori ed è un lavoro sporco; gli spray sono costosi e difficili da gestire, distribuiscono l'inquinamento nella massa dell'acqua fino al fondo del mare e su tutto quel che sta in mezzo: pesce, allevamenti di cozze, alghe ...

Assorbenti.

Disperdenti.

Skimmer a Dischi e Barriere.

Skimmer a Spazzole e Barriere.

è la migliore risposta a queste necessità.

Bocca.

Sacchetti Assorbenti.

Oleosi Catturati.

VIDEO


Referenze
Safety 4 Sea - Le prime 5 cause di inquinamento marino.
Semantic Scholar - Analisi Multi-Criteri... Sversamenti di Olii.
ITOPF - Conseguenze Economiche degli Sversamenti.
Washington Sea Grant - Sensibilizzazione alla Prevenzione di Sversamenti Oleosi.
Osservatorio su Idrocarburi e Porti Turistici.
Scenari di Sversamento in Mare: Piccola Perdita di Carburante.

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Sversamenti Gravi


 
 
   
 
   
 
 

Gli sversamenti sono classificati in 3 categorie (tiers) ognuna delle quali riferisce ai mezzi e alle organizzazioni che devono intervenire per la bonifica. L'International Petroleum Industry Environmental Conservation Association (IPIECA) definisce i tre livelli in base a varie caratteristiche basate più sulle capacità della risposta che sulla dimensione della fuoriuscita. Raccoglie diverse definizioni di capacità di risposta che, lavorando in sinergia, forniscono un immediato miglioramento della situazione; queste capacità includono la combustione controllata sul posto, la pulizia del litorale, il salvataggio della fauna selvatica e la gestione dei rifiuti. La prima attività da mettere in atto per qualsiasi sversamento di petrolio è sempre il contenimento della fuoriuscita e il suo recupero da parte di personale competente e l'attuazione delle migliori pratiche.

(Qui accanto "Oil Spills Final" di Sara Hassan)

Tier 1

Tier 1
Sono tipici sversamenti che si verificano vicino alle strutture di un operatore a seguito delle sue stesse attività.
Si utilizzano risorse detenute localmente e sono generalmente sversamenti meno gravi che consentono il contenimento da parte di un team di gestione interno all'azienda.

Tier 2

Tier 2
Gli sversamenti si estendono oltre il mandato di Livello 1 e necessitano di risorse aggiuntive che coinvolgono più ampi settori di enti interessati.
Questi eventi interessano aree al di fuori di quelle operative del sito in cui si sono verificati e coinvolgono un numero maggiore di persone con specifica formazione, l'utilizzo di attrezzature aggiuntive quali aerei e comunicazioni e capacità di istituire accordi di mutuo soccorso tra gruppi e organi governativi.

Tier 3

Tier 3
Gli sversamenti, a causa della loro portata, causano conseguenze gravi e, per la bonifica, richiedono una gamma di risorse nazionali e internazionali nella maggior parte dei casi soggette a controlli governativi. Le risorse comuni (CPR) e le attrezzature disponibili comprendono aerei per l'irrorazione di grandi quantità di disperdenti, attrezzature di contenimento su larga scala e strumenti specializzati per bonifiche su terra ferma.
I dirigenti di questo livello hanno il compito di formazione e comando di un gran numero di lavoratori.

Vita di uno sversamento in mare

Diffusione inizia non appena avviene lo sversamento a una velocità che dipende dalla viscosità dell'olio, che a sua volta dipende sia dalla composizione dell'olio stesso che dalla temperatura ambiente.
L'olio a bassa viscosità si spande più rapidamente; la rapidità di diffusione aumenta col salire della temperatura ambiente essendo la viscosità inversamente proporzionale alla temperatura.
Dopo alcune ore, la chiazza inizia a rompersi a causa dell'azione di venti, onde e turbolenza dell'acqua e spesso forma bande strette e parallele alla direzione del vento.

Evaporazione probabilmente é uno dei processi più significativi in uno sversamento di petrolio.
Un olio con una grande percentuale di composti leggeri e volatili evapora più velocemente di uno con una maggiore presenza di composti più pesanti.

Dispersione è generata dalle onde e dalle turbolenze sulla superficie del mare che dividono lo sversamento in frammenti e goccioline di varie dimensioni.
Le goccioline hanno un rapporto superficie/volume maggiore rispetto alla coltre di olio galleggiante e questo ne favorisce la dispersione.
La velocità con cui un olio si disperde dipende in gran parte dalla natura del petrolio stesso e dallo stato del mare.

Emulsione si forma quando due liquidi si combinano, con uno che finisce sospeso nell'altro.
L'emulsione del greggio si riferisce al processo in seguito al quale le gocce d'acqua di mare vengono inglobate nell'olio per formare un'emulsione acqua in olio come conseguenza della miscelazione fisica causata dalla turbolenza della superficie del mare.
L'emulsione è generalmente molto viscosa e più persistente dell'olio originale e talvolta viene chiamata mousse al cioccolato per il suo aspetto. Essa rallenta e ritarda altri processi di alterazione del petrolio e complica la bonifica.

Solubilizzazione è lo scioglimento nell'acqua circostante dei composti di olio solubile e ciò si verifica più rapidamente quando l'olio viene disperso nella colonna d'acqua.
La maggior parte di greggi e combustibili contengono proporzioni relativamente piccole di questi composti che quindi rendono la solubilizzazione uno dei processi meno significativi.

Ossidazione è la reazione chimica tra ossigeno e olio che si decompone in prodotti solubili o forma composti persistenti come il catrame. Questo processo è favorito dal sole ed è molto lento anche in presenza di una forte luce solare, verificandosi in non più dello 0,1% al giorno del film d'olio. Un suo tipico risultato è il formarsi di incrostazioni catramose sulle coste. Esse hanno una crosta esterna dura che avvolge un interno più morbido e meno esposto alle intemperie.

Sedimentazione/Affondamento. Pochissimi olii affondano nell'ambiente marino. Alcuni oli possono avvicinarsi alla densità dell'acqua di mare dopo che i composti più leggeri sono evaporati. Se affondano, possono formare densi "tappeti di catrame" sul fondo del mare.

Biodegradazione
è conseguente alla presenza nell'acqua di mare di una vasta gamma di microrganismi che utilizzano gli idrocarburi come fonte di energia e possono degradare, parzialmente o completamente, l'olio in composti idrosolubili e in anidride carbonica e acqua. Tuttavia i composti oleosi sono molto resistenti a questi attacchi e potrebbero non degradarsi facilmente.


Una delle principali difficoltà nelle operazioni di bonifica del petrolio sembra essere l'intercettazione e la raccolta della miscela olio.acqua che galleggia sulla superficie liquida.
I metodi più comunemente adottati sembrano essere essenzialmente il contenimento la concentrazione dello sversamento in un'area ristretta con barriere e quindi l'estrazione dell'olio con macchine-skimmer o pompe di suzione che generalmente operano in un punto fisso.
Le difficoltà dipendono anche dall'evolvere delle caratteristiche chimiche e fisiche dello sversamento durante sua vita sulla superficie dell'acqua.





Referenze
NOAA - Come si verificano gli sversamenti?.
ITOPF - Nozioni sugli sversamenti.
Modelli di sversamenti di Antigoni Zafirakou.
IPIECA - Livelli di intervento.
NRDC - Impatto dei catrami su spiagge e coste.
Istituzioni Oceanografiche.
Phys-dot-Org.
Biodegradazione degli sversamenti - Matt Radermacher.

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Vegetali & Rifiuti


 
 
   
 
   
 
 

I rifiuti in mare comprendono reti di pescatori, mozziconi di sigarette, pacchetti di dolciumi, cotton fioc, borse e bottiglie di plastica.
I rifiuti prodotti dall'uomo si trovano negli habitat marini di tutto il mondo, dai poli all'equatore, dalle coste e dagli estuari alle aree più remote in alto mare e dalla superficie al fondo dell'oceano.
I detriti vegetali provengono da alghe e flora che vengono gettate in acqua soprattutto dalle intemperie.

Venezia

Lago d'Iseo

Fosfati e Fertilizzanti

Su lungomare, laghi e fiumi si formano, in conseguenza della normale vita umana e degli agenti atmosferici, accumuli di sporcizia e vegetali che rovinano i panorami e generano cattivi odori dannosi per il benessere sociale e il turismo.

Fosfati e nitrati che fluiscono dalle acque urbane, industriali e agricole generano un eccesso di nutrimento che favorisce il proliferare di alghe, inflorescenze e mucillagini.


Referenze
ENI - Cos'è l'eutrofizzazione? Cause, effetti e controllo.
Inquinamento da fosfati delle acque.
Canadian Pond - Benefici dei sistemi di aerazione.

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Vortici Oceanici di Plastiche


 
 
   
 
   
 
 

I rifiuti di plastica provengono dagli scarichi, quando non vengono introdotti direttamente da comportamenti umani sconvenienti.
Si chiamano "Trash Vortex" o "Isole di Plastica" e sono enormi accumuli di rifiuti e plastica che si estendono per migliaia di km² sulla superficie del mare. Sono molti e così grandi da poter coprire l'intera superficie della penisola iberica.
La comunità internazionale è sempre più sensibile a questo problema e si moltiplicano i progetti dedicati alla bonifica.
Si stima che la plastica rappresenti tra il 60 e l'80% del totale dei detriti in mare.
La quantità di plastica prodotta dalla metà del 20° secolo è dell'ordine di 5 miliardi di tonnellate, sufficiente per avvolgere tutta la Terra e la produzione prevedibile entro il 2050, stando alle tendenze attuali, è di circa 40 miliardi di tonnellate, sufficienti ad avvolgere per 6 volte l'intero pianeta.
La plastica può assorbire le tossine dall'acqua marina, i pesticidi e le sostanze chimiche note come inquinanti organici persistenti (POP). Con il loro degradarsi possono anche rilasciare componenti dannosi come il bisfenolo A (noto per interferire con l'ormone estrogeno).
I frammenti di plastica più piccoli di 5 mm, che costituiscono oltre il 92% di tutti gli oggetti di plastica trovati in mare, sono facilmente ingeriti da vari organismi. Ciò causa danni fisici da abrasioni, blocchi o accumulo di tossine.
La plastica è ora così abbondante che è stata proposta come un nuovo indicatore stratigrafico dell'Antropocene, essendo l'Antropocene la proposta di una nuova epoca, da aggiungere alla scala del tempo geologico, che descrive la recente rottura nell'equilibrio del Sistema Terra nel suo insieme, derivante dall'impatto dell'attività umana.

Le sei maggiori aree di accumulazione sono:

Great Pacific Garbage Patch
da 700,000 a più di 10 milioni di km², circa 3 milioni di tonnellate di rifiuti.
South Pacific Garbage Patch
2.6 milioni di chilometri quadrati.
North Atlantic Garbage Patch
4 milioni di km² con più di 200,000 frammenti/km².
South Atlantic Garbage Patch
oltre 1 milioni di km².
Indian Ocean Garbage Patch
più di 2 km², 10,000 frammenti/km².
Arctic Garbage Patch
centinaia di km², più di 200,000 frammenti/km².

Le sei maggiori aree di accumulazione

The Great North Pacific Garbage Patch

Isole di Plastica Galleggianti sul Mare

Mappa di The Great North Pacific Garbage Patch

Vista subacquea di Immondizie Gallegggianti di Plastica

Generalizzando, le materie plastiche che finiscono nel mare galleggiano esposte alla luce solare, all'aria e alle azioni meccaniche del moto ondoso. Si dividono in pezzi sempre più piccoli fino a diventare microscopici: le microplastiche. L'aggressione batterica e i microrganismi tendono a degradare le microplastiche definitivamente, ma il processo è molto lungo e nel frattempo i frammenti di plastica entrano prima nella catena alimentare del pesce e poi nell'uomo che questi pesci consuma. Solo la rimozione meccanica della plastica ancora non frammentata può ridurre la formazione di microplastica e i relativi danni. Le materie plastiche sintetiche presenti nei materiali di tutti i giorni costituiscono i principali detriti antropogenici negli oceani e la loro influenza causa un impatto drammatico su scala globale. Le materie plastiche si degradano per l'interazione con l'ambiente che le circonda e spesso le loro proprietà superficiali cambiano portando alla creazione di nuovi gruppi funzionali. Polietilene, polipropilene e polietilene tereftalato (PET) si degradano attraverso meccanismi di fotomutazione, termici e biologici, rilasciando composti chimici nell'acqua. Questi composti e la loro quantità dipendono dal polimero e dalle condizioni atmosferiche.
Sono stati presi in considerazione diversi modi per ridurre l'impatto ambientale. Uno di questi è utilizzare microrganismi in grado di degradare la plastica. Tuttavia, le interazioni tra plastica e microrganismi sono ancora poco conosciute.

La Plastica nel Mediterraneo

È stata rilevata una grande quantità di rifiuti di plastica nell'area conosciuta come Santuario dei Cetacei, in particolare tra la Corsica e l'Isola d'Elba.

La Plastica nel Mare Adriatico

In ogni chilometro quadrato di acqua ci sono mediamente 332 frammenti di immondizie: il 40% sono sacchetti e pezzi di plastica; più di un rifiuto su dieci (12,5%) è rappresentato da pezzi di contenitori in polistirolo; una cosa che colpisce nel rapporto di valutazione dei rifiuti marini nell'Adriatico e nel Mar Ionio è il numero di cotton fioc: sono i terzi rifiuti più trovati nei 31 siti costieri studiati.
Tra i siti più inquinati c'è il Golfo di Venezia dove ci sono anche più di 1000 oggetti galleggianti per ogni chilometro quadrato.
Questa situazione dei rifiuti marini è stata definita come "una delle principali minacce per l'ecosistema".


Referenze
Plastica negli Oceani - Statistiche 2020.
Safety 4 Sea - I primi 5 siti per inquinamento.
National Geographic - Great Pacific Garbage Patch.
The Sun - South Pacific Garbage Patch.
National Geographic - North Atlantic Garbage Patch.
Corriere Innovazione - South Atlantic Garbage Patch.
Come si combattono gli inquinamenti marini in Sud America.
Zuppe di Plastica.
Inquinamento da plastica in mare: cause, conseguenze e soluzioni.
Research Gate - Degradazione di diversi tipi di plastica in mare.
Stockholm University - Degradazione di Plastiche negli Oceani....
Anthropocene.
National Geographic - Lista di Azioni contro l'Inquinamento da Plastiche.
Degradazione batterica delle Plastiche in Acque Fredde.
BBC - Stop all'Inquinamento degli Oceani....

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Santuario dei Cetacei


 
 
   
 
   
 
 

Il Santuario dei Cetacei è stato istituito in Italia nel 1991 dal Ministero dell'Ambiente e si trova all'interno del Santuario dei Pelagos per la protezione dei mammiferi marini nel Mediterraneo. È un'area marina protetta inclusa nei mari francesi, monegaschi e italiani dove copre un'area di circa 25.573 km² nelle Regioni Liguria, Sardegna e Toscana. Particolari caratteristiche chimico-fisiche indotte sia dalla morfologia che dalla circolazione delle acque rendono questo tratto di mare una delle aree più ricche di vita nel Mediterraneo. Le correnti non discriminano tra cosa trasportare e quindi concentrano in quell'area tutto ciò che galleggia o è sospeso nell'acqua. Il Mediterraneo è circondato da fiumi che provengono da grandi economie, grandi città e territori densamente popolati. Le correnti spostano i loro rifiuti e il gioco è fatto; si accumulano nel Santuario dei Cetacei.

L'area è inoltre a rischio sversamenti per la presenza sulle sue coste di porti e attività industriali come i terminal petroliferi di Genova Multiedo e Marsiglia che generano un notevole traffico di navi cisterna. L'incidente della nave Jolly Nero, la collisione tra la motonave tunisina Ulisse e la nave portacontainer Cls Virginia, l'incidente della petroliera Lia Ievoli, l'affondamento della petroliera Haven, sebbene accaduti anni fa, servono a ricordare.
In questo capitolo, tuttavia, ci occupiamo del vortice di materie plastiche galleggianti.

I modelli globali che definiscono le massime concentrazioni di materie plastiche galleggianti classificano quella nel Mar Mediterraneo come la sesta zona di massimo accumulo e nella mappa delle concentrazioni nel Mar Mediterraneo si evidenziano le massime presenze appena sotto la costa di Liguria e Toscana.

Il 19 giugno 2019 è iniziata una campagna di monitoraggio in mare; è condotta dall'Università di Siena e dalla Fondazione Cima nell'ambito del progetto MPA Plastic Busters dedicato sia alla raccolta di dati sulla presenza della plastica sia al monitoraggio della vita animale nella zona.

Per non uccidere definitivamente né il Mediterraneo né il nostro Pianeta nella sua interezza è assolutamente necessario "fare" qualcosa in varie forme:
prevenzione e conseguente consapevolezza delle popolazioni per favorire un uso sostenibile della plastica ed una riduzione drastica del suo utilizzo in prodotti usa e getta, imballaggi e stoviglie;
drastica riduzione della produzione industriale che non sia assolutamente necessaria;
sostituzione di polimeri plastici con materiali biodegradabili;
controllo e condanna dello scarico di rifiuti nei fiumi e, ultimo ma non meno importante,
massima riduzione possibile delle materie plastiche già presenti nel mare.
L'ultimo punto, la necessità di bonifica dell'inquinamento esistente, è molto facile da ammettere. Se ci si ammala è sicuramente importante cercare le cause e stabilire comportamenti futuri che evitino ulteriori lesioni, ma la cosa assolutamente necessaria, immediatamente e prima di tutto, è curare la ferita: prima che inizi un'infezione, prima che insorga una cancrena, prima che il danno sia irreversibile, prima che sopravvenga la morte.

Tre Stati nazionali sono coinvolti nel Santuario dei Cetacei: Italia, Francia e Principato di Monaco. In Italia sono coinvolti organismi di importanza nazionale: il Ministero dell'Ambiente e della Protezione del Territorio e del Mare, l'Istituto Superiore di Protezione e Ricerca Ambientale (ISPRA) e le Agenzie regionali per la protezione ambientale (ARPA). È anche necessario considerare sia i territori attraversati dai fiumi che sfociano in quell'area sia i fiumi che sfociano nelle sue vicinanze. Così contribuiscono anche i fiumi Magra, Serchio, Santerno, Senio, Paglia, Cecina, Bruna, Elsa, Sieve, Pesa, Era, Cornia, così come Tevere, Arno, Reno, Ombrone, Aniene e i fiumi Santo, Coghinas, Liscia e Cedrino. Quindi sono coinvolte le Regioni Liguria, Toscana, Lazio, Sardegna e Umbria, nonché i loro comuni che si affacciano sul Mar Mediterraneo.

Tutto ciò che può essere fatto per ridurre il danno è utile, ma è anche molto importante agire in in conformità con le migliori pratiche per proteggere l'ambiente implementando politiche che rispettino la economia circolare e sostenibile introducendo il meno possibile ulteriore inquinamento e generando il circolo virtuoso di valorizzazione dell'intervento mirando sia al minor costo possibile per la sua attuazione sia ai maggiori vantaggi possibili del suo risultato. I rifiuti di plastica hanno un valore economico di per sè in quanto possono essere venduti ai centri di riciclaggio. Questi aggiungono valore ai rifiuti rigenerandoli in nuovi materiali e infine esiste un valore economico di mercato per i riciclati. Il riciclaggio riduce anche la necessità di materie prime, sempre a beneficio dell'ambiente. Tutto senza considerare che il "malato" è la cosa più importante che ci sia, vale a dire il nostro amato pianeta la cui salute non ha prezzo.


 
   
 
 
 
   
 
 

Amata Casa


 
   
 
 
 
   
 
 

Nel Santuario dei Cetacei

Sia OilKiller sia Jonathan/George sono strumenti mirati alla "cura delle ferite": OilKiller è destinato ad interventi in aree limitate e costiere, fiumi e canali; Jonathan/George nell'attuazione del suo modello di intervento in alto mare.

Ecco un esempio di calcolo, non esaustivo ma certamente indicativo, del valore del modello Jonathan/George applicato nello scenario del Santuario dei Cetacei.

Teatro d'Intarvento

Superficie
km²
Presenza totale di Plastiche
kg
Plastiche
kg/km²
Plastiche
m³/m²
Tempo Necessario alla Bonifica
settimane
Jonathan/George impegnati
n.
87˙500
875˙000
10
0,000000013
70
8
    I dati assunti sono:
  • dimensione geometrica dell'area di intervento
  • presenza in kg/m2 di plastica galleggiante
  • dimensioni e prestazioni di Jonathan/George
  • Le ipotesi assunte sono:
  • la plastica raccolta trattiene il 15% di acqua
  • calcolo del volume per m²
  • trempo di lavoro utile calcolato in circa il 70% tel tempo totale: comprende
  • indisoponibilità del personale, fermate tecniche, cattivo tempo o condizioni avverse
  • I risultati calcolati sono:
  • miglior compromesso costi/risultati per il calcolo del numero di Jonathan/George da impiegare
  • numero di settimane necessarie a completare l'intervento

Strumenti necessari

Nome Adattamenti Condizioni Gestione
Costi
Terminal Container e Infrastrutture portuali Nessuno Come sta A tariffa
39˙779
Nave Porta Container classe Feeder ≈ 700 TEU Nessuno Come sta con gru A noleggio
312˙888
Containers da 20' Con scarico acqua Meglio se usato A noleggio
255˙310
Autocarri Porta Container Nessuno Come sta A tariffa
13˙219
Jonathan/George Nessuno Customized Da Acquistare
2˙400˙000
Personale Nessuno Come sta Da Assumere
695˙306
    Costi:
  • non sono necessarie nuove infrastrutture
  • gli unici nuovi dispositivi da comperare sono i battelli Jonathan/George
  • i costi di affitto sono ricavati da tabelle trovate sul web; sono indicativi e naturalmente soggetti alle fluttazioni di mercato
  • il porto preso a riferimento è il Terminal Container di Genova
  • l'azienda di riciclo presa a riferimento è la società Ucovich, del consorzio CoRePla, sita in Genova a 12 km dal Terminal Container
  • l'equipaggio della nave madre è supposto essere di 4 persone, su ogni Jonathan/George sono imbarcati 2 operatori
  • la nave madre non abbandona mai la zona di operazione; a bordo ospita una officina con pezzi di ricambio per interventi in caso di guasti dei battelli; garantisce inoltre il veloce imbarco dei battelli in caso di maltempo

Esternalità Positive

Il risultato atteso è la sensibile diminuzione della quantità di plastica galleggiante sull’acqua con le conseguenti ricadute e relativi valori, materiali ed immateriali. Quando le risorse ambientali sono sfruttate eccessivamente e non possono rinnovarsi in base al loro ciclo biologico naturale, per esempio a causa di pesca eccessiva, caccia di specie minacciate di estinzione e, naturalmente, avvelenamento ambientale causato dall'inquinamento, si mette in atto uno sfruttamento eccessivo che può degenerare in un danno tragico per il bene comune.

Ricadute dirette

Il vantaggio per gli umani è innanzi tutto la sensibile diminuzione della probabilità di ingerire microparticelle della plastica che possono interagire negativamente con la salute. Ogni pezzo di plastica che galleggia degrada nel tempo in microparticelle che impegnano la colonna d’acqua, vengono ingerite dagli animali ed entrano a far parte della catena alimentare che arriva anche sulla tavola degli umani. Eliminare plastica che galleggia significa anche eliminare plastica dagli alimenti umani.
Il vantaggio per il mondo animale è la minore probabilità di intossicazione, degenerazione, intrappolamento e morte sia per le specie marine che per la fauna avicola che col mare si relaziona. Secondo un rapporto pubblicato nel 2016 dalle Nazioni Unite, i rifiuti marini, composti in prevalenza da plastica, minacciano la sopravvivenza di oltre 800 specie animali che muoiono ingerendo o restando intrappolate nei rifiuti.
Il vantaggio per l’ambiente è il minore accumulo di “spazzature” lungo le coste per effetto di venti e mareggiate nonché la riduzione della loro presenza dalla superficie del mare. È un “vantaggio” il valore della “bellezza” della natura e dei luoghi e questa “bellezza” riverbera su chi se ne prende cura, la protegge e la apprezza.

Ricadute indirette

Il principale vantaggio per gli attori privati, aziende, organizzazioni e singoli personaggi coinvolti nel supporto finanziario dell’iniziativa è il ritorno di immagine positiva, rispettosa dell’ambiente ed amante della natura.
I loro nomi, marchi, brand ed attività vengono accomunati ad immagini e racconti di vite salvate, paesaggi rinati, spiagge pulite, salute alimentare e foche, delfini e balene felici nel ritrovato habitat naturale. Le popolazioni sono toccate nel loro amore e sensibilità per l’ambiente, caratteristiche sicuramente appartenenti alla maggioranza delle genti, e questo genera un senso di ammirazione e gratitudine per tutti i partecipanti, i sostenitori e i patrocinatori dell’iniziativa.
Questa comunione tra l’immagine dell’attore e le popolazioni, il mercato, genera una fiducia che può solo essere un vantaggio.

Valore della Proposta

La capacità comunicativa dell’organizzazione riveste un ruolo cruciale poiché la buona riuscita dell’impresa sarebbe fortemente dipendente dalla sua più ampia e possibile valorizzazione e rinomanza.
I Governi di Francia, Principato di Monaco e Italia non potrebbero che lodare e patrocinare l’iniziativa ed altri Governi potrebbero aggiungersi.
Enti quali l’Organizzazione Internazionale Protezione Animali, Marevivo, Ocean Alliance, Sea Shepherd Conservation Society, Greenpeace, ovviamente Il Santuario dei Cetacei e il Santuario dei Pelagos ed anche The Ocean Cleanup non potrebbero non considerare l’iniziativa.
I media sarebbero coinvolti nella diffusione e discussione delle notizie.
L’aspettativa, il crescere del valore positivo e la possibilità di beneficiare del ritorno d’immagine derivante da un coinvolgimento diretto attirerebbero privati, aziende, personalità e tycoon.
A titolo di fantasiosa esemplificazione: la squadra corse della Ferrari potrebbe patrocinare quattro battelli; colorarli in rosso Ferrari con le bande tricolori; chiamarli Enzo, Dino, Schumacher e Fangio; decorarli con i logo “Mission WinNow” e quelli dei suoi sponsor; comunicare ai media, dal suo sito e in conferenze stampa i risultati ottenuti dall’intera iniziativa ed in particolare dai suoi battelli ed accomunare il tutto al lancio di una nuova vettura “verde”, ibrida o elettrica, alla catena di progettazione e costruzione, all’organizzazione aziendale e ai posti di lavoro tutti rispettosi di ecologia e ambiente.
Lo stesso processo potrebbe valere per enti di risonanza mondiale quali Google o Assicurazioni Generali, la fondazione Bill & Melinda Gates o la Fondazione Wendy Schmidt, Fincantieri o ENI, Crédit Agricole o Siemens…

OggettoCommenti
Personale Impiegato La campagna di risanamento genera posti di lavoro e distribuzione di redditi sia direttamente che indirettamente. Oltre alle persone direttamente coinvolte nelle attività marine ci saranno altri professionisti dedicati a organizzazione e comunicazione e altre persone che lavorano a terra sia per i servizi che per il riciclo e la successiva produzione.
Comunicazione Il primo obiettivo è informare quante più persone possibile, in tutto il mondo, circa l'iniziativa che dovrà essere percepita come lodevole e utile pur dovendosi sempre insistere sui suoi valori etici, morali e di bellezza.
Sensibilità Ambiebntale La conoscenza della gravità del danno inflitto al mare e ai cetacei con comportamenti poco raccomandabili, sia nell'uso della plastica che nella gestione dei rifiuti, e dello sforzo in corso per cercare di curare le ferite causate darà un notevole impulso alla crescita della sensibilità ambientale. Genererà comportamenti più virtuosi in tutte le persone, anche in quelle che non vivono sul mare, con una conseguente riduzione sia della produzione di rifiuti e dell'inquinamento che dei costi di gestione.
Ritorno di Immagine I mass media saranno favorevoli alla pubblicazione di oggetti legati a questa tendenza ecologica, creando così un ritorno d'immagine positivo. Il ritorno d'immagine farà conoscere meglio e a più persone i luoghi e le loro caratteristiche turistiche aumentandone così la loro attrattiva; farà apprezzare gli Enti pubblici che attuano l'iniziativa aumentando così il senso di fiducia nei loro confronti; darà un senso di orgoglio a tutte le parti interessate nell'iniziativa e chiamerà a finanziare società private, marchi e magnati desiderosi di condividerla.
Stimolazione di Ricerca e Sviluppo La comunicazione del valore della campagna e delle discipline coinvolte stimolerà la ricerca e lo sviluppo in diverse aree.
Il mondo del riciclo, della produzione di materiali non inquinanti e del loro corretto posizionamento sui mercati sarà coinvolto per primo. Darà anche slancio a tutte le discipline coinvolte: gestione dei rifiuti, pianificazione di stoviglie e imballaggi in plastica, ecc.
Risparmio di Materie Prime Sia la riduzione della produzione e del consumo di plastica vergine che la sostituzione della plastica vergine con materiali riciclati produrranno un minor consumo di materie prime con una conseguente riduzione dell'energia necessaria e dello sfruttamento ambientale.
Aumento del mercato del riciclato Per promuovere quanto sopra, le campagne di comunicazione dovranno mirare in modo significativo a migliorare l'immagine e l'accettazione dei materiali riciclati da parte dei consumatori. L'aumento del consumo di prodotti riciclati e la riduzione del consumo di stoviglie e imballaggi usa e getta costituiranno un notevole vantaggio per l'ambiente e comporteranno riduzioni significative dei costi di gestione dei rifiuti e del loro successivo trattamento.

Analisi di Costi e Benefici

Si deve sottolineare l'importanza dei finanziamenti pubblici senza i quali operazioni come questa sono praticamente impossibili. Il loro uso corretto, che prevede una fase iniziale di organizzazione e comunicazione, può generare un interesse per privati ​​e magnati i cui aiuti possono ridurre notevolmente la necessità di erogazione dei fondi pubblici stessi.
Il finanziamento pubblico ha anche la funzione tecnica di riportare la gestione finanziaria al giusto equilibrio internalizzando i vantaggi derivanti dalle esternalizzazioni. La bonifica di un tratto di mare riguarda un bene pubblico. I risultati sono sia di tipo non esclusivo (nessuno è escluso dal loro uso, per esempio una spiaggia) sia di tipo esclusivo (la fruizione da parte di una entità esclude la fruizione da parte di altri individui, per esempio un porto).
Il valore economico di una riabilitazione ambientale è difficile da identificare e dovrebbe coincidere con il valore che i cittadini gli attribuiscono.
Un possibile miglioramento dell'analisi potrebbe venire da quella dei mercati connessi; ad esempio, il mercato turistico può fornire indicazioni sul valore ricreativo di una risorsa ambientale.


Referenze
Accumuli di Plastiche nel Mediterraneo.
Pangea - Immondizie nel Mediterraneo, MedSeA-2013 cruise.
ISPRA - Evidenze sulle Plastiche MPAs.
Università di Siena - Condanna delle Plastiche MPAs.
Zuppa di Plastica nel Mediterraneo.
Plastic-Associated Pressures: Cetacei del Mediterraneo e dell'Australia Orientale.
Rifiuti di Plastica nell'Area Protetta Pelagos del Mediterraneo.
Santuario Pelagos.
Pelagos Senza Plastica.
GreenPeace - Zuppa di Plastica nel Santuario dei Cetacei.
Il Mare è una Zuppa di Plastica tra Elba e Capraia.
La Plastica Uccide gli Animali Marini.
Mediterraneo in Trappola.
Criticità del Mediterraneo.
La Plastica è anche nel Pesce che Mangi.
Studio ISPRA sugli Effetti dei Rifiuti Marini nel Mediterraneo.
Terminal Conteiner Porto di Genova.
Costi Noleggio Container per Navi da 700 TEU.
Nolo di Container: Dimensioni e Costi.
CoRePla.
Impianti di Riciclaggio CoRePla.
Rischio inquinamento da idrocarburi sul Santuario dei Cetacei.
Collisione nel Santuario dei Cetacei, cosa comporta la perdita di idrocarburi.

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