Confronto tra metodi d'intervento

Indice

In questa pagina si intende dimostrare l’utilità (proposta di valore) di OilKiller e George.


OilKiller
è un piccolo battello camionabile vocato a manutenzione e pulizia di aree ristrette sotto costa e particolarmente adatto a risolvere le problematiche poste dalle direttive europee circa le necessarie attività di tutela ambientale sull’acqua.


George
è una piccola nave vocata, anche in mare aperto, sia alla bonifica di sversamenti oleosi, con i dispositivi scalati di OilKiller, sia alla raccolta di rifiuti solidi con nastro trasportatore.

In ambedue i casi la filosofia è:
1) essere efficaci ed efficienti senza voli pindarici verso panacee universali;
2) e considerare l’intero ciclo operativo: come vado nel sito d’intervento, come eseguo la bonifica, come imbarco gli inquinanti raccolti e come li scarico per il successivo destino; con l’obbligo di svolgere un lavoro sicuro e pulito per gli operatori.
Il tutto in un confronto con metodi e mezzi ad oggi proposti dalla concorrenza.

La sensibilità sociale nei confronti della tutela ambientale è in costante crescita e sempre più l’inquinamento viene percepito come un problema della società. L’Unione Europea detta le linee guida che indirizzano gli Stati membri a tenere comportamenti ed agire secondo principi idonei a tutelare l’ambiente. Le Comunità devono quindi prevedere delle misure che contribuiscano fattivamente a salvaguardare il bene ambiente.

Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (Mattm), in accordo con le Regioni, organizza le attività a livello delle sotto-regioni interessate dalle acque marine, individuate dalla direttiva, che sono: Mediterraneo occidentale, Mare Ionio Mediterraneo centrale e Mare Adriatico.
Nell’ambito di ciascuna sotto-regione è individuata un’agenzia capofila.
Per la sotto regione Mare Adriatico è capofila ARPA Emilia-Romagna cui afferiscono 7 agenzie, dal Friuli-Venezia Giulia alla Puglia.
Per la sotto regione Mediterraneo Occidentale è capofila Arpa Liguria.
Per la sotto regione Mare Ionio-Mediterraneo Centrale è capofila Arpa Calabria.

Le attività necessarie sono quelle di cui alla Direttiva 2008/56/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, 17 giugno 2008 attuata con il Decreto Legislativo 13 ottobre 2010, n. 190 e così riassumibili per punti:

  • analisi qualitativa delle acque
  • campionamenti di plancton e microplastiche
  • definizione degli obiettivi da parte della Pubbliche Amministrazioni
  • attuazione delle bonifiche
  • misurazione dei risultati
  • Sono state individuate delle metodologie e procedure standard e i tre elementi caratterizzanti, a livello nazionale, che sono:
    ❶ - metodologie di analisi e campionamento standardizzate e omogenee in tutte le regioni
    ❷ - attività di formazione per gli operatori delle agenzie che garantiscano l’uniformità delle procedure operative
    ❸ - uniformità dei dati con relativa banca centrale che ne garantisca raccolta, gestione e condivisione, anche a livello comunitario.

    Tali attività sono finanziate dal M.A.T.T.M. per un costo stimato di 6 milioni di euro all'anno.

    I monitoraggi eseguiti dalle agenzie ambientali sono riconducibili a 9 moduli
    ❶ - parametri chimico-fisici colonna d’acqua
    ❷ - analisi delle microplastiche
    ❸ - specie non indigene
    ❹ - rifiuti spiaggiati (mediante prelievo con benne)
    ❺ - contaminazione nei sedimenti (mediante prelievo con benne)
    ❻ - input di nutrienti
    ❼ - habitat coralligeno
    ❽ - habitat fondi a Maerl (Maerl è un nome collettivo per le alghe rosse coralline)
    ❾ - habitat di fondo marino sottoposti a danno fisico (impatto della pesca)

    OilKiller, con univoca vocazione alla tutela del mare, è la macchina perfetta per l'attuazione delle direttive in acque ristrette sotto costa, porti turistici ed industriali, canali, fiumi e laghi.

    Analisi dell'Acqua

    L'analisi è volta a rilevare le caratteristiche della colonna d'acqua mediante l'acquisizione, con apposite centraline, dei parametri di profondità, temperatura, salinità, ossigeno, trasparenza, clorofilla “a”, pH e concentrazione di nutrienti.
    OilKiller adotta centraline sviluppate in collaborazione con l'Università di Verona, partner del progetto IntCatch.


    Centraline analisi acqua


    Drone Intcatch

    Attività sul fiume Po


    Centralina IntCatch nell scafo di OilKiller

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    Campionamenti

    Il campionamento consiste in una attività meccanica di raccolta di provette adatte a rilievi in laboratorio delle micropresenze sia nella massa d'acqua che nei fanghi di fondali e coste (spiagge), L'attività serve a determinare la composizione quali-quantitativa delle comunità planctoniche fito e mesozooplancton, della macrozooplancton (presenza di specie di meduse, ctenofori, taliacei) e delle concentrazioni contaminanti nonchè della quantità e tipologia delle microplastiche e della presenza e abbondanza delle specie non indigene (specie aliene).
    (dall'elenco delle priorità del Dlgs 172/2015)

    Plancton e Microparticelle

    Retino Scubla manuale

    Retino Scubla da traino

    Retino innestato su OilKiller
    Leve di diversa lunghezza consentono maggiori immersioni.


    Campionamento dei fanghi

    Benna Van Veen

     

    I diversi dispositivi necessari per le varie attività sono normalmente alloggiati nei gavoni di OilKiller.
    Fra di essi i retini Scubla, le benne Van Veen, i Box-Corer, gli Echo Multibeam, i Side-Scanner ecc. che vengono manovrati con l'ausilio delle gruette di bordo.


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    Multibeam e Side scanner

    Servono per il rilevo del fondale, l'identificazione di oggetti e lo scatto di immagini ad alta risoluzione.

    Rilievi con metodi ecografici

    Immagine da Side scanner

    Side scanner

    Gestione di Side Scanner con OilKiller


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    Bonifiche

    Un corpo estraneo in acqua ha 3 possibilità: affonda, sta in sospensione o galleggia.
    La bonifica che stiamo considerando è relativa a ciò che galleggia, liquido o solido; i liquidi sono fondamentalmente oli derivati da idrocarburi o grassi vegetali e animali, i solidi sono i frammenti di spazzature e plastiche non biodegradabili.
    Gli interventi di bonifica consistono nella rimozione di questi inquinanti.

    OilKiller opera l'estrazione meccanica sia dei liquidi che dei solidi.

    Oli e Derivati di Idrocarburi

    Con oli si intendono numerose sostanze di origine vegetale, animale o minerale, liquide a temperatura ordinaria, diverse per composizione e proprietà ma somiglianti tra loro per certe caratteristiche esterne (untuosità, densità generalmente inferiore a uno, insolubilità nell’acqua, ecc.).

    Gli interventi di pulizia e bonifica di chiazze oleose o sversamenti contenuti si esegue con uno dei seguenti metodi:

  • estrazione meccanica: con oleofili, per suzione e per aspirazione
  • estrazione con assorbenza con cuscinetti e tovagliette
  • affondamento con addensanti
  • dispersione con solubilizzanti
  • La biodegradazione può essere favorita da interventi umani ma è fondamentalmente un un processo naturale.

    OilKiller non prevede l'uso né di addensanti né di disperdenti; ci occupiamo solamente di estrazione meccanica e assorbenza.

    Spazzature

    Le operazioni necessarie sono quelle di cui alla Direttiva 2008/56/CE del Parlamento Europeo attuate con il D.L. n. 190 che prevedono si debba misurare la condizione di partenza, definire un obiettivo, attuare la bonifica e misurarne i risultati.
    L’estrazione della plastica non può che essere meccanica mentre per le microplastiche il ricorso sarà sempre più a favore della biodegradazione batteriologica. I maggiori impegni sono dedicati a:

  • Individuare e monitorare le maggiori concentrazioni di plastiche galleggianti per attivare bonifiche efficaci
  • Ricercare, sviluppare e produrre macchine efficaci, efficienti ed economicamente sostenibili per la bonifica

  • Rimozione Meccanica di Oli

    I dispositivi ad adesione lavorano sul principio dell’adesione degli idrocarburi su superfici oleofiliche costituite da dischi, tamburi, spazzole o corde.
    La superficie adesiva si muove attraverso lo strato laminale tra acqua e olio e solleva quest’ultimo che passa attraverso sistemi tipo tergicristallo o di strizzamento che lo rimuovono per essere raccolto.
    I dispositivi a stramazzo (weir skimmers) sono dotati di galleggianti che tengono la bocca (ingresso) del dispositivo esattamente poco sotto la superficie dell’acqua, in modo da far cadere il prodotto che poi viene convogliato attraverso pompe in un serbatoio. Il serbatoio funziona da separatore per decantazione e l’acqua che si stratifica al di sotto esce tramite un rubinetto.
    Sistemi vari sono tutti quelli che possono essere improvvisati ed adattati a circostanze particolari (reti, draghe, benne, aspirazione...).
    dai Quaderni ISPRA


    Skimmer ad adesione

    Questo tipo di skimmer funziona con una serie di dischi affiancati di forma circolare, quadrata o cilindrica, che ruotano mossi da un motore oleodinamico e attraversando la superficie dell’acqua dal basso verso l’alto fanno aderire gli idrocarburi sulla loro superficie. I dischi vengono poi puliti con delle spazzole che detergono la superficie e fanno scolare gli idrocarburi in un pozzetto di raccolta centrale da cui il prodotto viene aspirato.
    I dischi sono solitamente in metallo e funzionano bene con prodotti medio leggeri e poco viscosi, con spessori di prodotto da qualche mm in su.
    Gli skimmer a spazzola sono costituiti da rulli con spazzole oleofiliche che ruotano e raccolgono il prodotto dalla superficie dell’acqua.
    Questi dispositivi Lavorano a punto fisso e necessitano sempre di una barca/nave di appoggio che li cali in acqua e fornisca energia.

    Modello da esposizione

    Schema di funzionamento

    Capacità 2.000 litri/ora

    Capacità 600.000 litri/ora

    skimmer a dischi trainato

    OilKiller con skimmer a dischi


    Skimmer a stramazzo

    Skimmer a stramazzo classico
    Esistono diversi modelli di skimmer a stramazzo ma lavorano tutti sullo stesso principio: l’olio sulla superficie cade in un collettore che mantiene il suo bordo appena al disotto del pelo dell’acqua. Il prodotto scremato viene raccolto dal collettore e pompato in serbatoi di decantazione.
    Questo tipo di skimmer è indicato per sversamenti in cui lo strato di olio è di spessore elevato e comunque superiore a 5 mm. Questi dispositivi lavorano a punto fisso e necessitano sempre di una barca/nave di appoggio che li cali in acqua e fornisca energia.

    Skimmer a stramazzo trainato
    È un particolare tipo di skimmer a stramazzo inscatolato in una struttura che viene trainata così sfruttando anche una separazione meccanica.
    Il flusso d’acqua entra nel dispositivo e un profilo alare separa l'acqua verso il basso e gli idrocarburi verso una camera da cui viene poi aspirato.
    Lo skimmer trainato può essere usato solo in condizioni di mare calmo, ma garantisce il recupero di grandi chiazze di idrocarburi.
    Questi dispositivi necessitano sempre di una barca/nave di appoggio che li traini e che abbia a bordo pompa e serbatoi necessari.
    OilKiller è identificabile in questa specie di dispositivi

    Schema di funzionamento

    Weir Skimmer (stramazzo)

    Weir Skimmer (stramazzo)

    Weir Skimmer da Traino

    Skimmer a stramazzo trainato

    OilKiller con stramazzi


    Sistemi vari

    Questi dispositivi necessitano di una o più barche/navi di appoggio, di personale spesso numeroso, di pompe, serbatoi e spesso infrastrutture a terra.
    dai Quaderni ISPRA

    Testa aspirante

    Skimmer ad aspirazione
    Questi skimmer rientrano nella categoria degli stramazzi; effettuano l’aspirazione degli oli attraverso una testa semicircolare galleggiante in cui la fessura di aspirazione è tenuti a pelo d’acqua; funzionano con prodotti medio leggeri e sono molto efficiente per strati di prodotto di spessore superiore ai 5 mm.
    Qui sotto OilKiller allestito con un estrattore. Un'elica a poppa dell'intercettore genera un flusso da prua a poppa che consente al setto di separare la massa d'acqua dal pelo libero con gli oli galleggianti. Il flusso superiore attraversa i filter-bag e cede la parte oleosa.
    OilKiller può così puntare di prua contro una sponda per attirare ed estrarre gli inquinanti.

    Funi oleofile

    Skimmer con cima a spazzola (rope mop)
    Questo skimmer è costituito da una cima a spazzola oleofila ad anello che viene fatta girare tra due punti che attraversano la chiazza di idrocarburi. Quando la cima passa attraverso i dispositivi che la tirano, viene strizzata tra due rulli e rilascia il prodotto. Può funzionare in condizioni di mare mosso perché insensibile al movimento delle onde ed anche in spazi angusti, per esempio facendo passare la cima attraverso aperture e feritoie di relitti. È l’unico sistema skimmer che può funzionare sotto lastre di ghiaccio di laghi o mari del Nord.

    Nastro spingente

    Skimmer ad adesione - nastro oleofilo a movimento verso il basso (Sorbent belt)
    Esiste un tipo di skimmer a nastro oleofilo che gira e spinge gli idrocarburi galleggianti sotto il pelo dell’acqua. La porzione di idrocarburi che non viene adsorbita si staccherà all’estremità inferiore del nastro, la parte adsorbita risalirà e varrà staccata dal nastro da un raschietto.
    Funziona bene con mare mosso sopra il grado della scala Beaufort “3”.

    Nastro a spazzole

    Skimmer con separazione meccanica - sollevamento a nastro
    Lo skimmer funziona tramite un nastro trasportatore che si muove su un piano inclinato in senso contrario a quello in cui viene fatto avanzare il dispositivo. Il prodotto rimarrà sul nastro e alla fine del nastro cadrà in un serbatoio di stoccaggio. Può essere utile quando insieme agli idrocarburi sono presenti detriti oleati di vario genere e funziona in un ampio range di viscosità fino a viscosità alte o agglomerati appena sotto il pelo dell’acqua. Funziona anche in situazioni di mare mosso fino a un grado della scala Beaufort “3”.

    Riciclone

    Idrociclone (vortex) – separazione a vortice
    In questo dispositivo gli idrocarburi vengono separati per centrifugazione in un vortice indotto dal flusso dell’acqua in una struttura conica. Nel vortice i liquidi a diversa densità si separano e vengono convogliati e raccolti in uscite separate. Gli idrocarburi, meno densi, si raccolgono al centro del vortice e vengono pompati verso l’alto mentre invece l’acqua si separa verso l’esterno e per caduta esce dal cono. Questo dispositivo può essere usato congiunto con altri dispositivi come gli skimmer a stramazzo o con sistemi ad induzione che spingono acqua direttamente a bordo di unità navali in movimento e può essere utilizzato per ridurre la parte di acqua recuperata insieme agli idrocarburi.

    Separatore centrifugo

    Altri sistemi di raccolta meccanica
    In alcuni casi è possibile utilizzare dei metodi di raccolta non convenzionali. Gli idrocarburi galleggianti sotto l’azione del weathering possono assumere consistenza solida o semi-solida e presentarsi sotto forma di piccoli agglomerati. In questo caso è possibile l’uso di retini o guadini a mano da piccole imbarcazioni. È possibile usare anche reti da pesca trainate in superficie da due imbarcazioni per la raccolta su più ampia scala. Nei casi in cui il prodotto si accumula in pozze o si trova associato a detriti è, infine, possibile l’utilizzo di pale meccaniche o benne sia da terra che su pontoni o chiatte.

    OilKiller

    OilKiller lavora muovendosi, non da fermo, e quello che fa il suo intercettore è convogliare una “fetta” del pelo libero dell’acqua larga due metri in un’area più ristretta larga 620 cm senza creare eccessive agitazioni della superficie. Il setto a poppa dell’intercettore seziona il flusso in due parti: una inferiore che fuoriesce immediatamente dalla poppa dell’intercettore ed una superiore sulla quale galleggiano gli oli inquinanti. Il flusso superiore, chiamiamolo mistura, è reso disponibile a successivi trattamenti o dispositivi. Il funzionamento standard di OilKiller prevede che la mistura, per effetto del movimento del battello, attraversi la pluralità di elementi oleofili in polipropilene, grafene, o spugne nano-trattate o altri elementi frutto di futuri sviluppi perché si verifichi un assorbimento della frazione oleosa ed il conseguente rilascio dell’acqua ripulita. Ma in quella posizione possono essere installate macchine diverse con lo stesso fine di ripulire l’acqua. Così a valle del setto è possibile installare skimmer oleofili (si veda l’esempio di installazione di skimmer a dischi o a stramazzo di cui poso sopra), tubi di suzione o altri dispositivi che ricevendo la mistura siano in grado di prelevarne la parte oleosa o di prelevarla in toto. È evidente che il sistema di filter-bag rende totalmente autonomo OilKiller, fattore qualificante, mentre altre soluzioni devono necessariamente prevedere navi appoggio che ricevano la mistura aspirandola con pompe e tubi che colleghino OilKiller con la nave appoggio stessa. Queste differenze definiscono il teatro di impiego di OilKiller. In operazioni di manutenzione e pulizia la quantità di olio da estrarre dall’acqua è senz’altro nell’ordine dei litri e quindi il sistema filter-bag è sicuramente il più efficiente ed efficace. In interventi di bonifica per sversamenti gravosi può essere opportuno l’utilizzo di navi appoggio con il grande vantaggio che OilKiller continua ad operare in movimento e quindi a poter navigare sulle scie o chiazze di idrocarburi da estrarre operando come una testa skimmer pilotata.

    con uno skimmer a dischi
    con una pompa di suzione
    con uno skimmer a stramazzo

    Uso di Prodotti ad Azione Assorbente

    Nelle politiche di pianificazione della bonifica del mare dalla contaminazione da idrocarburi l’Italia, alla luce della vulnerabilità dell’ambiente marino mediterraneo, applica con grande attenzione il principio precauzionale attraverso tre passaggi:
  • regolamentazione delle procedure per il riconoscimento di idoneità dei prodotti da impiegare in mare,
  • la prescrizione di utilizzare prioritariamente i prodotti assorbenti,
  • la disposizione che l’eventuale impiego, in via eccezionale, dei prodotti disperdenti debba essere comunque preventivamente autorizzato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

  • Quando l’utilizzo dei metodi meccanici non è sufficiente a risolvere l’inquinamento, questi vengono combinati o sostituiti con prodotti ad azione assorbente o con prodotti disperdenti, classificati in tre categorie:
  • Prodotti assorbenti inerti:
    svolgono un’azione assorbente nei confronti degli idrocarburi e sono composti da sostanze inerti dal punto di vista chimico e biologico;
  • Prodotti assorbenti non inerti:
    svolgono un’azione assorbente nei confronti degli idrocarburi ma sono costituiti da sostanze non inerti dal punto di vista chimico e biologico; possono interagire con gli organismi viventi, motivo per cui deve essere valutato il grado di tossicità;
  • Prodotti disperdenti:
    sono sostanze chimiche di origine sintetica o naturale che con una funzione tensioattiva favoriscono la disgregazione e la dispersione nella colonna d’acqua dello strato di idrocarburi. I prodotti disperdenti non hanno dunque la funzione di rimuovere fisicamente gli idrocarburi dall’ambiente marino, ma accelerano i processi di degradazione naturale.

  • Nel 2009 è stata introdotta e normata una nuova categoria di prodotti utilizzabili in mare per la bonifica da idrocarburi: quelli ad azione assorbente composti da materiali inerti di origine naturale o sintetica. Per questi prodotti, per i quali si è ritenuto che non fossero rilevabili rischi per l’ambiente marino derivanti dal loro impiego, è stata ritenuta ammissibile una procedura semplificata, emanata con il Decreto 31 marzo 2009.
    Pertanto i prodotti composti da materiali di origine vegetale, animale o sintetica purché inerti dal punto di vista chimico e biologico e che rispettino determinate condizioni e requisiti possono essere direttamente impiegabili in mare per la bonifica da idrocarburi.

    I prodotti assorbenti sono costituiti da materiali che, immersi in acqua, assorbono gli idrocarburi in maniera preferenziale, funzionando come una spugna selettiva che può essere recuperata insieme al prodotto oleoso.
    I contesti più favorevoli al loro impiego sono:
  • il recupero dell’inquinante in limitati specchi d’acqua;
  • in combinazione con panne standard di contenimento, al fine di unire l’azione del contenimento a quella dell’assorbimento dell’inquinante;
  • la protezione di tratti di costa di difficile accesso (es. costa rocciosa);
  • il recupero degli idrocarburi a valle di un tratto costiero oggetto di bonifica con idropulitrice;
  • la salvaguardia di impianti di maricoltura;
  • la protezione di prese d’acqua di impianti di itticoltura e mitilicoltura a terra o di strutture industriali.

  • La scelta dell’utilizzo di tale metodologia di bonifica dovrebbe avvenire laddove il recupero con mezzi meccanici non risulti possibile per difficoltà logistiche o per indisponibilità di tali mezzi. Infatti lo smaltimento dei prodotti assorbenti impregnati di idrocarburi è difficoltoso ed economicamente dispendioso rispetto allo smaltimento del solo olio. Pertanto, l’impiego di prodotti assorbenti dovrebbe essere limitato alla bonifica di chiazze di idrocarburi di estensione limitata e in prossimità della costa.


    I prodotti assorbenti sono disponibili sotto diverse forme: panne assorbenti, fogli, rotoli, cuscini e pom-pom.


    OilKiller

    nella sua configurazione più evoluta, propone 3 tipi di materiali assorbenti.

    Grafene
    Fornito da Directa Plus, ha elevatissimi valori di potere assorbente e velocità di assorbimento. È un materiale inerte, si presenta come una “polvere” nera e va quindi confezionato in appositi contenitori, nella forma di sacchetti (bag) o trapunte.
    Approvazione del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare
    Test di eco-tossicità
    Certificazione di assenza di tossicità per la fauna acquatica
    La finalità è la massima efficacia possibile.


    Grafene confezionato per OilKiller

    Materiali nano-trattati
    Il procedimento consiste nel deposito di particelle di politetrafluoroetilene sulla superficie della spugna. Questo trattamento rende il materiale capace di assorbire una quantità di sostanza oleosa fino a tredici volte il suo peso.
    Sono stati presi in considerazione sviluppi dell’Istituto Italiano di Tecnologia e dell’Università di Sassari nonché altri prodotti innovativi come le spugne nanotecnologiche della NorthWestern University dell’Illinois.
    La finalità è di utilizzare materiali, per esempio trucioli di legno resi idrorepellenti ed oleofili, che una volta impregnati di rifiuti oleosi siano atossici e smaltibili nel modo più semplice possibile. Le spugne nano-trattate possono essere spremute e riutilizzate.



    Schema Nano-spugne

    Lana di pecora
    La lana di pecora è idrorepellente e oleofila, seppur con caratteristiche inferiori sia al grafene che al polipropilene. In Sardegna sono stati sviluppati prodotti per interventi di bonifica in mare con marchio Geolana.
    La finalità è il riciclo della lana da tosature ampiamente disponibile e l’utilizzo di materiali naturali, atossici, rinnovabili, facilmente smaltibili e con certificazione etica ambientale. La lana impregnata può essere spremuta e riutilizzata.


    Adsorbenti in lana di pecora

    Barriere di Contenimento e/o Assorbenti
    dai Quaderni ISPRA

    Quando capitano sversamenti di oli o idrocarburi, e’ importante reagire tempestivamente per contenerli, così che non possano danneggiare ulteriormente l’ambiente, specialmente se capitano in acqua.
    Le classiche barriere assorbenti hanno l’interno in polipropilene repellente all’acqua e resistente alle sostanze chimiche; assorbono svariati litri di oli a bassa viscosità ma non l’acqua e vanno utilizzate sempre per contenere efficacemente gli idrocarburici contribuendo alla loro rimozione e impedendo loro di spargersi e quindi causare ulteriori danni. Quando completamente sature le barriere galleggiano così consentendone il recupero.
    In alto mare le barriere vengono disposte da appositi mezzi navali mentre sotto-costa e in aree ristrette vengono depositate a mano da piccole barche, le stesse con cui successivamente si provvederà al loro recupero.

    Barriera assorbente

    Barriera di contenimento

    Barriere trainate

    Barriera assorbente

    All'interno del contenimento occorre intervenire per estrarre gli oli sversati. I metodi adottati sono prevalentemente la deposizione di cuscini e tovaglie assorbenti, l'estrazione con funi oleofile, l'estrazione con skimmer a dischi o a spazzole, l'utilizzo di stramazzi o nastri elevatori.

    Assorbenti

    Oil Skimmer

    Dispositivi trainati

    OilKiller

    Fogli, Rotoli e Cuscini

    L’applicazione di assorbenti in fogli o in rotoli è particolarmente indicata soprattutto in acque confinate o per il recupero degli idrocarburi a valle di un tratto costiero oggetto di bonifica con idropulitrice. I cuscini hanno un maggiore potere assorbente. In acque ristrette e sotto-costa vengono deposti da una pluralità di personale e piccole barche. Sono successivamente recuperati a mano e deposti nelle barche imbrattandole pesantemente. All'ormeggio vengono movimentati a mano per essere disposti in casse. Il lavoro è molto sporco.

    Barriera e tovagliette

    Tovagliette e cuscini

    Manipolazione di assorbenti

    Tovagliette e cuscini

    Pom-Pom

    Gli assorbenti di tipo pom-pom possono essere usati anche in associazione con panne assorbenti o di contenimento.
    Sono utili ed efficaci in sversamenti di idrocarburi molto viscosi perché in questo caso gli idrocarburi vengono trattenuti soprattutto per aderenza alla superficie dei prodotti assorbenti. Generalmente l'intera gestione è manuale con l'ausilio di pertiche e retini per il recupero.

    Pom Pom

    Stato dell'arte

    OilKiller


    OilKiller naviga sulle chiazze oleose da rimuovere; il pelo libero, con l'olio che ci galleggia sopra, viene catturato dall'intercettore e costretto ad attraversare un insieme di oleofili (nella foto sacchetti di grafene). L'acqua fuoriesce a poppa mentre le frazioni oleose catturate dagli elementi oleofili per contatto restano intrappolate in essi.
    Il meccanismo di cattura per contatto è esattamente lo stesso che viene realizzato dai Pom Pom immersi in una corrente. A breve sperimenteremo questi prodotti per confrontare la loro efficacia ed efficienza con quelle dei sacchetti di grafene.


    La quantità d'olio che può essere assorbita utilizzando sacchetti di grafene arriva a circa 25-30 litri.
    Il set di sacchetti vergini può essere manovrato a mano non superando il kg di peso mentre il sollevamento dei sacchetti intrisi (circa 30 kg) viene gestito o a mano o con l'ausilio della gruetta di bordo.


    Spessori dei film oleosi

    Essendo OilKiller destinato ad operare per pulizia e manutenzione in aree ristrette è importante valutare la quantità di oli che potrebbe essere necessario raccogliere e questo in considerazione del fatto che gli inquinamenti da rimuovere sono tipicamente quelle chiazze oleose che si presentano con riflessi arcobaleno o argentei.

    Spessori degli sversamenti sull'acqua in funzione del loro colore e corrispondente quantità si olio se il film fosse continuo e costante.

    sacchetti di grafene nastri di polipropilene

    OilKiller


    Diorama di OilKiller in azione



    OilKiller, imbarcato su navi in operazioni di bonifica nella versione standard o in versioni speciali, viene calato in mare sulle chiazze da rimuovere.
    OilKiller standard assorbirà gli oli nei suoi filter-bag (circa 30 litri per volta con il vantaggio di poterli imbarcare con l'uso di una gruetta. I filter-bag sono costituiti dal loro materiale di costruzione e dall'olio assorbito. La nave madre non imbarca acqua. Tutte le operazioni sono pulite.
    OilKiller dotato di un sistema di suzione a poppa dell'intercettore consente alla nave madre di imbarcare mistura acqua-olio con l'utilizzo di una pompa e serbatoi di decantazione.


    OilKiller, imbarcato su navi cargo occupa uno spazio minimo con una incidenza di costo pressoché nulla
    Nell'evenienza di occasionali sversamenti viene calato in mare in pochi minuti, con una gru, per rimediare in tempi brevissimi al danno.


    OilKiller, imbarcato su navi da crociera, viene calato in mare quando la nave è all'ancora, specialmente nelle fasi di traffico degli shuttle che trasbordano i passeggeri a terra e vceversa. Questa attività da grande risalto all'attenzione posta dagli armatori al rispetto ed alla tutela dell'ambiente generando un significativo ritorno di immagine presso le Autorità degli specchi acquei interessati.
    Ci sono popolazioni e Autorità con elevata sensibilità ambientalista che apprezzerebbero molto, in particolare in aree di elevato valore naturalstico come il Fiordo di Geiranger ripreso nell'immagine esemplificativa.


    OilKiller è in grado di raccogliere un volume di circa 1/7 di m³ (150 litri) di detriti galleggianti che rimangono stipati nel suo net-bag (sacco setaccio). Il sacco pieno viene facilmente e velocemente sollevato con una gruetta per essere sostituito, a mano, con uno vuoto.
    Questa peculiarità rende particolarmente efficace ed efficiente l'attività di manutenzione di specchi acquei industriali, porti-canale, lungo laghi ecc.


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    Spazzature e Plastiche Galleggianti


    Le plastica che finisce nei mari del Pianeta provoca danni per oltre 13 miliardi di dollari l’anno, incluse le perdite economiche dei settori della pesca e turismo e i costi di pulizia delle spiagge.

    Prevenzione

    L’Unione Europea detta le linee guida che indirizzano gli Stati membri a tenere comportamenti ed agire secondo principi idonei a tutelare l’ambiente.
    La Comunità deve quindi prevedere delle misure che contribuiscano fattivamente a salvaguardare il bene ambiente.

    Nel Mediterraneo

    In mare aperto, sui fondali e sulle spiagge del Mediterraneo la plastica rappresenta il 95% dei rifiuti e proviene principalmente da Turchia, Spagna, Italia, Egitto e Francia. Le microplastiche sono i frammenti più piccoli e insidiosi e raggiungono concentrazioni record quasi 4 volte superiori a quelle registrate nell’“isola di plastica” del Pacifico settentrionale. Le microplastiche entrano nella catena alimentare, minacciano le specie animali e sono un rischio per la salute umana.
    Ripulire e proteggere il Mediterraneo dalle plastiche è possibile ma richiede l’impegno e la collaborazione di tutti: istituzioni, imprese e individui.
    Nel 2018, l’UNEP (Programma Ambiente delle Nazioni Unite) ha collocato la plastica negli oceani tra le sei emergenze ambientali più gravi. I rifiuti di maggiori dimensioni provengono da oggetti comuni e spesso monouso come sacchetti, filtri delle sigarette, palloncini, bottiglie, tappi, o cannucce.
    fonte: Panda.ORG

    Prendersi cura dell'ecosistema significa inevitabilmente mettere in atto due pratiche fondamentali: prevenzione e bonifica.


    Modello di Business

    L'attazione virtuosa dell'iniziativa di TJP prevede di individuare ed attuare modelli di intervento (business) che;
  • sensibilizzino i Governi e le popolazioni referenti all'area d'intervento
  • attraggano fonti di finanziamento pubbliche e private
  • diano risultati concreti e misurabili nel breve periodo
  • siano scalabili e duplicabili in altri contesti
  • siano economicamente il più sostenibili possibile
  • generino posti di lavoro e redistribuzione di redditi
  • favoriscano lo sviluppo delle attività di riciclo
  • diano le massime garanzie di successo
  • Jonathan-George è il dispositivo che attua l'estrazione della plastica dal mare. >>> Vedi le schede:

    L’attuazione e il successo dell’iniziativa vedono il massimo impegno nella comunicazione.
    L’unico dispositivo da produrre è il battello George.
    I container, le navi porta container. I terminal container, le gru, gli auto articolati porta container, i vagoni porta container e i centri di separazione e riciclo della plastica sono tutti mezzi e infrastrutture che esistono già.
    La nave madre, con a bordo container e battelli, raggiunge il sito d’intervento e cala i battelli in mare. Ogni battello riempie il suo container e torna sottobordo della nave dove un container vuoto viene calato in sostituzione del container pieno che viene issato a bordo. In caso di maltempo la nave madre issa a bordo tutti i battelli mettendoli in sicurezza. Quando tutti i container sono pieni o la nave madre con a bordo anche i battelli rientra in porto per scaricare i container pieni e caricare container vuoti o una seconda nave madre con i container vuoti raggiunge il sito d’intervento per sostituirsi alla prima nave madre.


    La linea logica del sistema George

    George non nasce dall'intenzione di "inventare" il miglior mezzo per estrarre plastica e rifiuti dal mare ma dall'idea di verificare tutto il ciclo del recupero dalle spazzature, dalla raccolta al risultato finale, per mettere a punto un sistema razionale, economicamente sostenibile, attuabile su larga scala e sicuramente efficace.
    Il percorso logico seguito è il seguente:
  • Esistono velenosi accumuli di spazzature sulle acque di mari, laghi, fiumi ecc.
  • Le legislazioni internazionali sono sempre più incisive nell'imporre bonifiche e rimozioni.
  • Esiste una sensibilità sociale al problema ambientale ed è anch'essa sempre crescente.
  • 1) Occorre rimuovere le spazzature galleggianti.
  • Per farci cosa?
  • 2) Secondo la traiettoria dell'economia sostenibile e circolare bisogna recuperare dalle immondizie ciò che è utile e riciclabile.
  • Ci solo limiti di costo o per l'ambiente si può spendere qualsiasi cifra?
  • 3) Il costo deve certamente essere socialmente accettabile e sostenibile; possibilmente da ripartire su numerose fonti di finanziamento.
        Un costo eccessivo rende inaccettabile e quindi irrealizzabile la messa in opera continua ed efficace di qualsiasi idea.
  • Perchè le operazioni devono essere continuative nel tempo per essre efficaci?
  • 4) La quantità di immondizie da raccogliere nei vari punti di accumulo è sempre nell'ordine delle centinaia di migliaia di tonnellate.
        Per avere un risultato effettivo occorre lavorare ogni giorno per anni, con qualsiasi dispositivo esistente o futuristico.
  • Dove dobbiamo portare questa immondizia?
  • 5) In centri di selezione e riciclo. In Italia i consorziati CoRePla?
  • Come deve essere eseguito il trasporto per essere economicamente accettabile?
  • 6) Con mezzi già esistenti, tradizionali e normalmente a disposizione: navi, autocarri e treni.
  • Qundi dobbiamo estrarre le immondizie dall'acqua, portarle a terra, caricarle su un trasporto e scaricarle in un centro di riciclo.
  • Qual'è il miglior sistema di imballaggio per queste movimentazioni?
  • 7) Il container.
        Il container è uno strumento esistente, standardizzato e distribuito universalmente.
        L'unica caratteristica necessaria è che i container utilizzati siano in grado di lasciar fuoriuscire l'acqua in eccesso.
        In mare esiste una pluralità di tipologie di navi portacontainers, da piccolissime a immense e dotate di qualsiasi attrezzatura.
        A terra esistono terminali portuali perfettamente attrezzati per movimentarli e autocarri e treni specializzati in quel trasporto.
        Nei centri di riciclo possono essere immagazzinati razionalmente e senza sporcare più di tanto.
  • Dove si trovano queste immondizie?
  • 8) Le immondizie sono al largo, da qualche ora a qualche giorno di navigazione.
  • Qual'è il sistema finora più sperimentato ed utilizzato per estrarre solidi dall'acqua?
  • 9) Il nastro elevatore: è una macchina "grezza" ma estremamente affidabile, di facile realizzazione e semplice manutenzione, di sicura efficacia.
  • Se utilizzassimo grandi navi dotate di nastri elevatori?
  • 10) Grandi navi dovrebbero essere progettate e costruite ed avrebbero un costo tale da impedirne una larga diffusione.
        Finirebbero quasi inevitabilmente con il caricare le immondizie sfuse nella stiva.
        In porto occorrerebbe estrarre con benne le immondizie dalla stiva e depositarle nei container: un lavoro lungo e non pulitissimo.
        Il tempo di andata e ritorno dal sito d'intervento al porto e il tempo di scarico sarebbero sottratti al tempo di bonifica.
        Le caratteristiche (capacità estrattiva) della singola nave sarebbero univoche e non adattabili al sito d'intervento
  • Si potrebbero svolgere sulla nave operazioni di separazione, triturazione e stoccaggio in container delle immondizie e delle plastiche?
  • 11) Su una nave si può svolgere qualsiasi attività ed organizzare qualsiasi officina.
        E' evidente che la stessa attività svolta in mare anziché a terra ha un costo moltiplicato.
        Le navi-fabbrica per pescare e lavorare immediatamente il pescato, per esempio, sono funzionali al fatto che il pesce deperisce.
        Le immondizie non deperiscono e il come lavorarle ha quindi la sola dipendenza economica del minor costo.
  • Quale soluzione alternativa si può adottare?
  • 12) Utilizzare battelli in grado di caricare direttamente container,
        che non debbano rienrare in porto con ogni carico,
        che non debbano navigare in alto mare, perché inadatti,
        che possano essere protetti da mareggiate e stratempo,
        che possano essere dislocati in gran numero,
        che costino poco.
  • Esistono in commercio o allo stato dell'arte battelli con queste caratteristiche?
  • 13) I battelli esistenti scaricano il raccolto sul ponte o in contenitori caratteristici per ogni battello e comunque non in container.
  • Quindi occorre un battello nuovo e specializzato per questo tipo di intervento?
  • 14) Occorre un battello innovativo e questo battello è "George".
  • E come lo portiamo sul sito d'intervento?
  • 15) George viene trasoprtato da una nave porta-container.
  • Cosa occorre e come si organizza l'intero processo?
  • 15) La singola "brigata" sarà così costituita:
        - due navi porta-container di stazza medio-piccola e dotate di gru;
        - un adeguato numero di container non stagni;
        - un adeguato numero di battelli George;
        - un approdo in terminal container;
        - camion e treni porta container;
        - centro di riciclaggio.
  • Come si svolge l'attività?
  • 16) L'attività della singola brigata dura per anni e si svolge con questo ciclo:
        a) La prima nave, con a bordo i container vuoti e i battelli George, raggiunge il sito d'intervento;
        b) la prima nave cala in acqua i battelli George che iniziano a lavorare in continuità;
        c) i battelli George fanno la spola tra le aree di raccolta e la nave madre;
        d) la nave occupa sempre una posizione baricentrica rispetto alla distribuzione dei battelli George;
        e) la nave issa i container pieni e fornisce il ricambio calando i container vuoti;
        f) quando il carico dei container pieni e quasi concluso parte dal terminal la seconda nave, con un carico di container vuoti;
        g) quando la seconda nave raggiunge l'area di intervento la prima abbandona e inizia il rientro;
        h) la prima nave attracca con il carico di container che vengono sbarcati con carico diretto su camion o treni;
        i) in caso di stratempo la nave madre issa a bordo i battelli George mettendoli in sicurezza;
        l) a bordo della nave madre ci sono pezzi di ricambio e officina per interventi di manutenzione o riparazione dei battelli George.
  • Come si reperiscono dispositivi e servizi necessari?
  • 17) Navi e container per noleggio
        terminal, camion e treni a tariffa
        George in acquisto.
  • Come si sostengono i costi?
  • 18) I costi devono trovare fonti di finanziamento distribuite:
        finanziamenti pubblici di Stati, Regioni ed Enti soprannazionali;
        donazioni di privati;
        partenariati di tycoon e aziende in cerca di ritorno positivo sulla loro immagine;
        vendita del raccolto ai centri di riciclo (incidenza minima c.ca 0,1 €/kg);
        partecipazione al valore aggiunto dei prodotti in plastiche riciclate (c.ca 0,05 €/kg passando da 0,1 a 0,15 €/kg);
        pubblicità in senso lato e marchio di sostenibilità per i prodotti realizzati con quella plastica riciclata.
  • Ci sono molteplici aree di concentrazione di rifiuti galleggianti: quanto tempo ci vorrà?
  • 19) Il tempo necessario, comunque decine di anni, è diretta conseguenza del numero di "brigate" attivate.
        Il processo è clonabile tante volte quante consentite dai fattori economici.
        Si possono ipotizzare diverse brigate sul singolo centro di accumulo.
        Si possono immaginare migliaia di battelli operanti nelle diverse aree di tutti i mari, oceani, fiumi e laghi.
        L'obiettivo perseguibile non è l'eliminazione della plastiche galleggianti ma una significativa riduzione del danno.

    Lo stato dell'arte

    mezzi realizzati


    progetti futuristici


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    Indennizzabilità dei costi sostenuti per pulizia e manutenzione

    I costi di personale e noleggio o acquisto di attrezzature per la pulizia dagli idrocarburi (clean-up) sono indennizzabili.
    Nel caso di attrezzature in stand-by che non vengono di fatto utilizzate l’indennizzo è ridotto. Sono indennizzati i costi “ragionevoli” sostenuti per la pulizia e per la riparazione o sostituzione delle attrezzature consumate.
    Quando attrezzature e materiali per la pulizia sono acquistati dalle pubbliche autorità nel quadro di un piano di risposta antinquinamento i relativi costi sono indennizzati per una parte ragionevole del prezzo di acquisto.
    Sono anche indennizzati i costi ragionevoli sostenuti per stoccaggio e smaltimento del materiale raccolto.
    Quando le operazioni di pulizia sono eseguite da autorità pubbliche o organismi para-pubblici che utilizzano personale permanente e mezzi di proprietà i costi rimborsabili sono solo quelli, “ragionevoli” sostenuti per l’organizzazione e derivanti dal verificarsi dell'incidente, che senza quest’ultimo non sarebbero stati sostenuti. È anche riconosciuta una proporzione ragionevole dei costi fissi, vale a dire di quei costi che sarebbero stati affrontati anche se l'incidente non si fosse verificato purché corrispondenti alle date in cui è stata effettuata la pulizia e non derivanti da spese generali non identificabili.
    dai Quaderni ISPRA


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